Gamba de Legn: Tutti in carrozza!

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Updated: Giugno 1, 2016

Ed eccoci in quel ridente strapuntino di verde al limes della provincia milanese che è il piccolo borgo di Pozzo d’Adda per una delle ultime tappe di avvicinamento alle Finali di Calvisano.  La quarta edizione del Trofeo Gamba de Legntorneo intitolato alla zoppicante (e un tempo sbuffante) tramvia che fino al 1978 passava da queste parti –  si svolge come di consueto nell’ambito della kermesse Livevil che prevede, oltre alla competizione  di Touch,  anche un torneo di Beach Volley e una campestre. Le incerte condizioni meteo di questi giorni ci regalano una giornata di sole, pur se la coda della perturbazione la infiocchetta di una salvifica brezza fresca che tiene lontano il ristagno e l’afa.

Al via tra le 12 squadre presenti spicca l’allegra combriccola dei Saints di Abbiategrasso  che – dopo un anno di allenamenti – si presentano al via del loro primo torneo IT e gli Enginyers di Barcellona che danno finalmente un respiro internazionale al torneo e si distingueranno per il loro spumeggiante e sbarazzino stile rugby/touch. Si segnala il gradito ritorno della colorata compagine dei Tiki Anzac, che come la rondine appare a primavera e oltretutto lancia un 2007!

La manifestazione non sfugge all’attenzione  dei media:  una cronista praticante si avvicina ai tavoli durante la pausa pranzo e chiede lumi su questo illustre sconosciuto che è il gioco del Touch, scatta foto alle squadre, si informa sullo spelling esatto dei T-u-r-t-l-e-i-n T-o-u-c-h. “Sono della Gazzetta” dichiara, “Dello sport” rispondo io, “No, dell’Adda”: ridimensionato.

La fase a gironi si contraddistingue purtroppo per una serie d’infortuni che come lo scorso anno perseguitano la manifestazione, ad arricchire la collezione l’immancabile infortunio MarcoVa da Roma, il costato di Giulia dei Leprotti Torino, la spalla di Loris dei Dragoni e una doppia barella con catalani: si richiede intervento dell’arcidiocesi locale per una copiosa aspersione del terreno di gioco. Non si giunge tuttavia allo spettacolare acme dell’elisoccorso, nessuna ala rotante alzerà il suo vento sui ciuffi d’erba del Centro Olimpia questa volta.

Venendo ora alla fredda cronaca, alla semifinale diretta vanno Brianza Toucherz e Dolomiti Touch, che ripresentano gli imprendibili e indistinguibili gemelli Reolon e precedono nel loro girone i padroni di casa dei Dragoni Milano (con la stella del rugby Luca Gorietti, ma senza mister Calanni, onnipresente col suo megafono in ogni ganglio dell’organizzazione), mentre il girone di ferro con Leprotti Torino, Tiki e Turtlein Touch Modena vede l’eliminazione di Torino che per il secondo torneo consecutivo si vede esclusa dalla lotta per le parti nobili della classifica.

I play-off per le semifinali – Dragoni-Tiki e Verona-Turtlein – offrono al pubblico due scontri all’ultimo sangue. Nel primo i Dragoni sono battuti per 6-4 dai Tiki – nonostante il primo tempo concluso in vantaggio, mentre nel secondo fra Tortellini e Verona si disputa invece un interminabile drop-off concluso in tre-contro-tre,  a spuntarla è Verona – la squadra nursery – che torna definitivamente protagonista dopo aver recuperato i suoi pezzi migliori dalle infermerie e dalle sale parto.

Nelle semifinali poi i Brianza si sbarazzano dei Tiki, mentre il derby veneto fra Dolomiti e Verona vede ancora un drop-off, ma stavolta gli Scaligeri hanno la peggio e così la sfida impossibile contro i Tutti Verdi di Velate tocca alla intergenerazionale formazione bellunese, sfida in cui i DoloMitici, giunti sfiancati dalla sfida precedente, vengono sconfitti nettamente.  Verona sconfigge i Tiki Anzac per il 3° posto.

L’organizzazione oltre a premiare i successi sportivi, consegna il Premio Touch Spirit agli Enginyers per il loro gioco coraggioso  e spensierato. I Saints all’esordio  riportano fra le rogge del Naviglio il loro primo trofeo, non certo il più prestigioso, ma pur sempre il simbolo della manifestazione, la Gamba de Legn. E per un anno la custodiranno, la vezzeggeranno, si daranno a sogni licenziosi ispirati dall’autoreggente e infine la riconsegneranno all’ultimo classificato della prossima edizione. Riconoscimento anche i ragazzi nati dopo il 2000 tra cui tante biondine DoloMitiche, il giovanissimo dei Tiki e il nostro Leon.

Il party post terzo tempo propone tanta musica country e il dress code nerd: i cavalieri di giornata – deposte casacche, pantaloncini e calzari – indossano occhiali a collo di bottiglia, improbabili camice con papillon, hanno frange impomatate, sguardi grotteschi, le cavallerizze si trasformano in geeks con trecce alla Pippi Calzelunghe, mollettine e improponibili  make-up.  L’iniziativa vede un seguito unanime tra i Dragoni, ma anche qualche Dolomiti tra cui Spider partecipa e non potevano certo mancare i rappresentanti dell’ordine degli Ingegneri della capitale catalana.

Prima di dare l’appuntamento all’anno prossimo non possiamo non ringraziare il Comune di Pozzo d’Adda per il patrocinio e la gentile concessione delle strutture sportive, l’Associazione per l’organizzazione e il supporto logistico, le squadre e i giocatori per la presenza  e in particolare gli Enginyers per aver scelto proprio il nostro torneo, gli arbitri e in particolare Eric e Aimon pure loro per aver pure loro scelto Pozzo,  il presidente IT Emmi per il suo gradito ritorno, le sciure dragone e chiunque altro abbia collaborato per la ramazza, a Silvia per aver tenuto il banchetto gadget  e in ultimo a Diego Calanni per l’onnipresenza.

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