L’Europeo da un punto di vista… diverso

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Updated: Settembre 21, 2012

La cosa migliore da fare per spiegare ad un bambino di tre mesi che cos’è il Touch è portarlo sul campo e, guarda caso, ci sono stati gli Europei di Touch per Nazioni a Treviso. Quale miglior occasione? In più il papà era nella squadra Senior Mixed, quindi avevamo anche qualcuno per cui tifare.

Sono arrivata col passeggino giovedì pomeriggio e devo dire che dopo il monsone del giorno precedente mi aspettavo fango e pozzanghere, invece il terreno ha tenuto benissimo e i campi erano perfetti. L’aria che si respirava: Touch allo stato puro. Magliette colorate, gambe incerottate, gente che parla tutte le lingue, giovanissimi e brizzolati che inseguono la palla ovale.

Sebastiano, futuro toucher

Sebastiano, futuro toucher

Sebastiano, il piccolo futuro toucher, ha fatto subito amicizia con alcune ragazze inglesi. Sono convinta che sia anche per questo che ha voluto tornarci anche venerdì e soprattutto domenica, giorno di chiusura con le finali e le premiazioni.

Seba si è reso conto che il Touch non è solo il papà che torna a casa dagli allenamenti sudato e con le scarpe coi tacchi, è molto di più. Innanzitutto Touch significa un sacco di gente che corre e tutti sono allegri. È un gioco di squadra divertente e si festeggia sempre, soprattutto quando in campo entrano le ragazze. La palla è fondamentale e bisogna che qualcuno la schiacci per terra senza che quelli col fischietto dicano “touch!”: quando succede una squadra esulta perché ha fatto meta, mentre l’altra è un po’ triste così tutti i giocatori escono dal campo e ne entrano altri meno sudati.

Ci sono tante partite in contemporanea e per capire dove gioca chi e contro chi ci vuole un giro e mezzo di passeggino fino alla segreteria, dove Cindy ha ritrovato il giubbotto che la mami aveva perso per strada.

I giocatori non sono tutti uguali: c’è il papà che è il capitano, un signore simpatico con il walkie-talkie che è il direttore e che ha anche cantato in piazza durante la festa, ci sono quelli con il campanaccio come le mucche, uno ha una ics sulla maglia e suona uno strumento strano e c’è il tizio verde che durante le finali attraversa il campo.

Purtroppo c’è anche chi non ha ancora una squadra, non ha né maglietta colorata né pannolino e corre in cerca di amici ma è contento lo stesso e si ride. Non si vede l’ora di finire i giochi per premiare chi ha vinto e stappare le bottiglie di vino.

Il Touch è stancante ma felice.

Il Touch è anche tante altre cose, Seba, ma lo capirai solo giocando.

C. F.

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