
Raccontare l’esperienza vissuta con la squadra Euroselect Women 35 agli European Touch Championships di Vichy non è semplice. Dire che è stata un’esperienza incredibile mi sembra riduttivo, ma sono le prime parole che mi vengono in mente quando ripenso ai 5 giorni (dal 21 al 25 luglio) passati tra campi da gioco, allenamenti, spogliatoi e persone provenienti da tutta Europa. Tutto è iniziato con una semplice e-mail. Ho risposto quasi d’istinto, spinta dalla curiosità e dalla voglia di confrontarmi con una realtà diversa da quella a cui ero abituata. Dopo aver appreso che l’Italia non avrebbe schierato una selezione femminile, la proposta della Federation of International Touch (FIT) di creare una squadra composta da giocatrici provenienti da diversi Paesi europei rappresentava un’occasione unica, difficile da lasciarsi sfuggire. Insieme all’entusiasmo iniziale sono però arrivati dubbi e timori: la paura di non essere all’altezza, di confrontarmi con atlete molto più esperte e di non riuscire a esprimere il mio miglior gioco. Timori che sono rimasti sempre lì e che mi hanno accompagnata fino al primo allenamento, per poi lasciare spazio alla voglia di mettersi in gioco, al piacere di giocare, di imparare e di costruire qualcosa insieme a compagne che, fino a pochi giorni prima, erano perfette sconosciute. La sfida più grande è stata trasformare un gruppo appena formato in una squadra. Imparare nuovi schemi in poco tempo, adattarsi alle caratteristiche di ogni compagna, sostenersi nei momenti di difficoltà e affrontare avversarie di altissimo livello hanno richiesto concentrazione, disponibilità e spirito di sacrificio. Ogni partita rappresentava un’opportunità per crescere, indipendentemente dal risultato finale. L’obiettivo condiviso in squadra era uno solo: uscire dal campo sapendo di aver dato tutto. È proprio questo l’aspetto per me più rilevante e che ho portato a casa. Più dei risultati, ricorderò i feedback ricevuti, il supporto costante delle compagne di squadra, degli amici e di tutte le persone incontrate durante questi campionati. Torno a casa non soltanto con nuove competenze apprese, con la consapevolezza di essere stata tecnicamente adeguata rispetto al contesto di squadra in cui ero inserita o con ricordi di partite giocate ad alta intensità, che comunque hanno avuto un grandissimo impatto sul mio senso di soddisfazione. Porto con me la consapevolezza che mettersi in gioco è sempre la scelta giusta, anche quando fa paura. Perché quando si dà il massimo e si ha la fortuna di essere circondati da compagne di squadra, amici e persone pronte a sostenerti in ogni momento, ogni esperienza diventa un’occasione di crescita. Ed è proprio questo il risultato più importante che mi lascia questo Europeo.
_Luisa Cacciante_