
Vediamo… palloni, borse mediche, lettini per la fisioterapia, vasche per il ghiaccio, borsoni…Sembra ci sia tutto: possiamo partire!
Così comincia la nostra avventura agli European Touch Championships 2026.
La prima giornata la passiamo per strada. Il viaggio è lungo ed è l’occasione per rafforzare lo spirito di squadra, per conoscerci meglio e per conoscere il nostro team manager, Giulio, e il nostro fisioterapista, Marco. Il giorno seguente abbiamo la mattinata libera per visitare Vichy: il sole illumina le strade e gli edifici del centro, esaltando l’architettura e l’urbanistica di questa
splendida città, mentre una piacevole brezza smorza il clima torrido che ha caratterizzato
l’intera estate europea. Dopo pranzo c’è tempo per un po’ di video analisi a gruppi assieme
a Charlie, il nostro coach, prima dover andare agli impianti sportivi per un paio di ore di
allenamento assieme alla M40. Fa caldo e l’aria è più secca di come ce l’aspettavamo, ma il
mindset è quello giusto. Terminato l’allenamento dobbiamo tornare di corsa all’albergo per
rinfrescarci, indossare la divisa di rappresentanza e poi farci trovare al Parc des Sources
dove avrà inizio la cerimonia inaugurale del torneo. Il clima è festoso, tutti cantano, scattano
foto e registrano video, per i social, per i famigliari a casa o semplicemente per avere un
ricordo. Sfiliamo attraverso le strade della città accompagnati dagli sguardi curiosi e dagli
applausi dei cittadini di Vichy. La sfilata si conclude allo stadio dove intervengono diversi
rappresentanti delle istituzioni locali, del comitato organizzatore e della Federation of International Touch (FIT).
Al termine degli interventi ci sono due partite di apertura.
Le guardiamo con attenzione e iniziamo a renderci conto di dove siamo e perché siamo lì. La
serata passa velocemente, torniamo in hotel e dopo un veloce briefing sugli impegni del
giorno dopo, si va a dormire. Al mattino lo stomaco è un po’ chiuso: si fa sentire l’emozione
e l’ansia per l’inizio delle partite. Il primo avversario è il Portogallo, una squadra che sulla
carta sembra essere alla nostra portata, ma che allo stesso tempo nessuno ha mai visto
giocare, quindi può rivelarsi imprevedibile. Vinciamo 5-3: dobbiamo ancora ingranare la
marcia giusta, ma l’abbiamo portata a casa. Dopo il Portogallo è stato il turno dell’Irlanda e
poi dell’Inghilterra, due super-potenze del touch europeo (classificatesi rispettivamente
seconda e prima a fine torneo) contro le quali abbiamo potuto fare ben poco: i risultati finali
sono stati 10-0 e 14-0. Sconfitte pesanti, ma che ci hanno aiutato molto ad impostare il
nostro gioco nei giorni successivi. La seconda giornata di partite ci ha visto affrontare
nuovamente l’Inghilterra, ma questa volta la selezione over 35 contro la quale abbiamo
pareggiato segnando 5 mete. Rimane un po’ di rammarico per qualche disattenzione
difensiva che, se evitata ci avrebbe permesso di registrare un’altra vittoria. A seguire
affrontiamo la Scozia, una squadra conosciuta per la sua fisicità e per la storica conoscenza
del gioco. Tuttavia, contro ogni pronostico, riusciamo a tenere duro e a condurre il gioco per
gran parte della partita. La nostra attenzione cala leggermente verso la fine permettendo agli
scozzesi di pareggiare e poi di segnare all’ultimo minuto la meta decisiva del 7-6. La
sconfitta brucia, ma ora tutti ci crediamo e siamo affamati. Tutti vogliono dimostrare il proprio
valore e l’occasione arriva con l’ultima partita della giornata contro il Belgio. Sulla carta è una
squadra al nostro livello: loro hanno più esperienza, noi più esplosività. Dominiamo il primo tempo, ma ancora una volta cediamo terreno nel secondo e ci ritroviamo 9 pari. Negli ultimi minuti arriva la meta decisiva e possiamo dare sfogo alla gioia per una vittoria che vale
molto. La sera possiamo festeggiare, ma ancora non è finita. Il venerdì ci aspetta la partita
contro i padroni di casa e poi un doppio appuntamento contro il Galles (M35 e M30).
La Francia conferma la sua superiorità battendoci 14-3, ma riusciamo ad averla vinta sulla selezione gallese over 35 per 10-6. La partita decisiva è però contro il Galles M30: vincendo possiamo giocarci il playoff per il 5° posto, perdendo quello per il 7°. La fatica ora si fa sentire e l’inesperienza a questo livello non ci perdona: fatichiamo a finalizzare in attacco e
siamo troppo lenti in difesa. Perdiamo 6-1 e il morale si abbassa. Non è finita e non dobbiamo darci per vinti. Il sabato mattina abbiamo un’ultima partita contro il Portogallo,
valida per il piazzamento al settimo posto.
Le tre giornate precedenti ci hanno insegnato
bene quali sono i nostri limiti e su cosa dobbiamo ancora lavorare, ma ci hanno anche
mostrato i nostri punti di forza.
Con questa consapevolezza dominiamo la partita e vinciamo
per 11-5. Il torneo è finito, è tempo delle foto di rito, dello scambio delle maglie, di godersi le
finali delle diverse categorie e soprattutto di festeggiare, perché nonostante tutto siamo
arrivati alla fine di questa avventura e siamo pronti a tornare a casa più ricchi di prima.
Personalmente è stato un onore ed un piacere capitanare questo gruppo di 16 giocatori
provenienti da tutta Italia.
Ciascuno ha dimostrato carattere, voglia di mettersi in gioco e
molta intraprendenza. Il supporto e il rispetto tra di noi e verso gli avversari non sono mai
mancati, garantendo un clima sempre sereno nonostante le sconfitte. Certo il risultato finale
non è dei migliori, ma torniamo a casa consapevoli che possiamo competere ad alto livello e che possiamo contribuire alla crescita del movimento in Italia… e chissà, magari al prossimo appuntamento internazionale la nazionale italiana M30 potrà stupirci e rivelarsi all’altezza della competizione!”
