
Anche quest’anno, come ormai da tradizione, tocca al capitano fare il resoconto dell’Europeo. E, come ogni volta, la domanda è sempre la stessa: da dove si comincia?
A Vichy, dal 21 al 26 luglio, eravamo 13 squadre nella categoria Mixed Open, divise in due gironi. Nel nostro c’erano Germania, Cayman, Galles, Francia e Portogallo. Sapevamo che sarebbe stato un Europeo tosto, ma credo che nessuno avrebbe immaginato fino in fondo quanto sarebbe stato intenso il nostro percorso.
Arrivare ai quarti di finale e trovarci a giocare per un posto in semifinale è stata un’emozione difficile da descrivere. Ci abbiamo creduto davvero. Poi il nostro cammino si è interrotto contro la Svizzera, in una partita complicata, resa ancora più difficile dall’infortunio di Jack, che per noi non è solo un punto di forza in campo, ma anche un giocatore fondamentale per tutta la squadra.
Ed è proprio da lì, forse, che ho visto la cosa più bella di questo Europeo: nonostante una sconfitta abbastanza netta e la perdita di uno dei nostri riferimenti, la squadra non si è disunita. Anzi, si è stretta ancora di più. Leon si è preso la squadra sulle spalle e tutti hanno dato qualcosa in più per arrivare fino in fondo e chiudere con dignità un Europeo che, comunque, ci aveva già regalato tantissimo.
Resta un po’ di rammarico per la partita contro l’Irlanda. Una squadra assolutamente alla nostra portata, ma che abbiamo affrontato dopo la battaglia con la Svizzera, con stanchezza e poca lucidità. Sono quelle partite che, a mente fredda, fanno ancora più male… ma che servono anche a capire dove possiamo migliorare.
Un applauso enorme va alle nostre ragazze, che sono state semplicemente fantastiche. Sempre agguerrite, sempre coraggiose e soprattutto mai intimorite dall’avversario. Anche le più giovani hanno dimostrato una personalità incredibile. E lo dico con cognizione di causa, visto che probabilmente sono una delle veterane… se non direttamente la più vecchia di tutta la categoria.
Ma se c’è una cosa che mi porto a casa più del risultato è il gruppo.
Un gruppo unito come poche volte, nonostante le differenze di età, esperienza e personalità. I più giovani si sono lasciati guidare, hanno ascoltato, imparato e soprattutto hanno dato il loro contributo. I più esperti hanno saputo prendersi responsabilità e mettere la propria esperienza al servizio della squadra.
E questa, secondo me, è la cosa che fa ben sperare per il futuro.
Abbiamo chiuso al 7° posto, forse con qualche rimpianto, ma anche con la consapevolezza di avere fatto un percorso importante. E soprattutto con la sensazione che questa squadra abbia ancora molto da dire.
La prossima volta arriveremo più pronti, più consapevoli e, speriamo, ancora più affamati.
Infine, complimenti ai nuovi campioni d’Europa: la Francia, per la prima volta il titolo europeo è loro, e se lo sono meritato.
Grazie a tutti quelli che hanno fatto parte di questa avventura. È stato un Europeo intenso, faticoso, a tratti doloroso, ma soprattutto bellissimo.
Orgogliosa di questa squadra.
Giulia C.