Tappa a Verona per il World Tour dei Sydney Jets

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Updated: maggio 8, 2017

Immagina di ricevere una mail dall’Australia a Marzo 2016, in cui ti viene chiesta disponibilità a organizzare un’amichevole con una squadra australiana per Maggio 2017… Poi immagina che arrivi la comunicazione che 41 australiani, di età compresa fra gli 8 e i 63 anni si stiano imbarcando su un aereo con destinazione Italia…. Forse può bastare con l’immaginazione e si può cominciare a ragionare sull’incredibile esperienza che abbiamo avuto la fortuna di vivere. Venerdì 5 maggio i Sydney Jets, uno dei team di Touch della città di Sydney, sono venuti a trovarci, per disputare la prima amichevole del loro tour in questa parte di mondo. Questo club di Touch, infatti, è partito una decina di giorni fa per un World Tour che li porterà oltre che in Italia, anche in Germania, Francia, Olanda, Inghilterra, Emirati Arabi e infine Singapore, prima di tornare a casa. L’Italia è la loro prima tappa e dopo un paio di giorni dedicati al turismo puro, sono arrivati a Verona e abbiamo potuto incontrarli.

Facciamo arrivare il loro pullman al nostro campo e quando scendono posso subito notare la versatilità di questo club, che in realtà è meglio definire una grande famiglia accomunata dalla passione per il touch: ci sono bambini, ragazzi e ragazze, madri, padri, nonni e nonne. Se non fosse che indossano tutti la divisa di rappresentanza con disegnato il loro logo addizionato della dicitura “World Tour”, si potrebbero scambiare per un qualunque gruppo di turisti in visita in Italia. Invece loro sono al nostro campo proprio per noi, per poter giocare con una squadra italiana che condivide la passione per questo sport, nato anni fa nei loro parchi.

Incontro Gai, l’organizzatrice del loro viaggio, con cui ho scambiato una serie lunghissima di mail per definire il tutto: è una signora molto chiacchierona, che non vedeva l’ora di conoscerci e mi sommerge con un flusso continuo di parole. C’è eccitazione anche in loro, e vederli schierarsi in campo è molto bello. Si suddividono in gruppetti misti, i più giovani si mettono con i più adulti, i ragazzi stanno fra loro e cominciano a fare qualche corsetta e passaggio. Si trovano a loro agio da subito.

Affido quei pochi che non sembrano intenzionati a correre al gestore del bar e mi unisco ai miei compagni di squadra. Nonostante fossimo quasi al completo, risultiamo una minuscola macchiolina azzurra nella marea di canotte verdi degli australiani. Ci accordiamo per disputare una partitella di due tempi da 15 minuti, loro mettono a disposizione un arbitro e si comincia a giocare. Ci segnano qualche meta di troppo, ma riusciamo a fare qualcosa di buono anche noi e dopo mezz’ora di gioco disputata ad un bel ritmo, ci fermiamo sul punteggio di 8 a 4 per loro. Noi ci riposiamo un po’ e i Jets ne approfittano per giocare una partitella in famiglia, quindi mischiamo le squadre e facciamo un’ultima sfida. Ci facciamo spiegare alcuni dei loro movimenti base e stili di gioco, dopodichè siamo pronti per dedicarci alla cosa che ci viene meglio: il terzo tempo, gestito ottimamente dai nostri amici del Lupos Rugby Club.

Cibo abbondante, qualche bottiglia di prosecco e parecchie birre e la festa si accende. Grande entusiasmo, con i due gruppi che si fondono, un miscuglio di italiano e inglese a cui nessuno fa caso, bambini che corrono ovunque, canzoni e brindisi per il resto della sera per un’occasione difficile da immaginare, ancora più da realizzare, ma che in realtà stiamo vivendo al meglio.

Purtroppo devono andare via abbastanza presto, perché il giorno seguente devono partire verso la Germania e quindi comincia una lunghissima serie di saluti e ringraziamenti, ci scambiamo contatti e informazioni, baci e abbracci e ci lasciamo tutti soddisfatti da questa esperienza, resa possibile esclusivamente dalla passione comune per il Touch, questo strano sport che descritto a parole sembra abbastanza stupido, ma che una volta che lo provi ti coinvolge in pieno, non fosse solo per le amicizie e conoscenze che ti permette di fare!

 

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