Il Nord Ovest domina il Terzo Rabatouch

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Updated: ottobre 19, 2016

Record di partecipanti per la terza edizione del Rabatouch: sul campo del Dopolavoro Ferroviario di Alessandria 120 atleti si sono sfidati per aggiudicarsi non solo il primo torneo del campionato 2016-2017 ma anche i golosi premi offerti dalle pasticcerie locali!

Da segnalare il debutto in un torneo ufficiale del Rosafanti, compagine tutta al femminile di Cassano Magnago, ed il ritorno in campo degli Untouchables Biella, formazione piemontese nata da poco ma in crescita sia come numeri che come tecnica.

La classifica finale premia le squadre del Nord Ovest che occupano non solo il podio ma anche le classifiche marcatori (*fuori ranking):

  1. Brianza ToucherZ
  2. Leprotti Torino
  3. Black Devils Varese
  4. Rabatons Alessandria
  5. Dolomiti Touch
  6. Modena Touch
  7. Chi li vuole quei kiwi?*
  8. Teddy Boys*
  9. Untouchables Biella*
  10. Rosafanti*

I dettagli delle partite sono riportati dopo la rubrica “Cronisti per un giorno” che per l’occasione è stata affidata ad Isabella, la direttrice del torneo.

Cronisti per un giorno: il direttore del torneo

Sabato 8 ottobre, abbiamo assistito al III torneo RabaTouch, organizzato dalla squadra dei Rabatons di Alessandria, vinto dai campioni italiani del Brianza Toucherz nella finalona contro la squadra dei Leprotti Torino (non me ne vogliano, ma io tifavo per i secondi). Terzi, i sempre più pr  esenti nelle classifiche dell’Italia Touch, Black Devils Varese (viva la figa). Appena un gradino sotto al podio, i nostri beniamini, i padroni di casa Rabatons, che possono altresì vantarsi di avere in squadra il capocannoniere del torneo, il treno dell’Africa, il vento del sud, l’uomo di gomma, Lamin Nije, giovane gambiese sbarcato (in ogni senso) in Italia qualche anno fa.

Bravissime tutte le altre squadre: Dolomiti Belluno, Rosafanti di Cassano Magnago, Modena Touch, Untouchables Biella e le barbarians Chi li vuole quei kiwi?, team lombardo-veneta che ha seminato dislessia in tutti gli addetti ai lavori, ed i milan-alessandrini Teddy Boys, con i quali è subito scattato il derbyssimo. Hanno combattuto senza esclusione di touch e hanno dato il meglio durante tutte le partite; in particolare, il mio ricordo è volto alle ragazze della Rosafanti, grandissime lottatrici, con un entusiasmo contagioso, soprattutto nell’esultare per le mete fatte. Ragazze, sono con voi! E grazie anche per la vodka rosa che ci avete gentilmente offerto.

Ho visto molti giovanissimi in questo torneo, fra i quali, la piccola grande Aurora, della Dolomiti, 9 anni di passione per questo sport che piano piano, inizia ad affascinare e coinvolgere donne e uomini, di ogni età.

Ora, se mi chiedeste pareri tecnici sulle partite, sugli schemi più o meno giusti effettuati dalle squadre, sulle scelte degli allenatori, sulle decisioni arbitrali, io non saprei proprio cosa dire: quando mi chiedono: “Ma come si gioca a touch rugby?” sono solita rispondere: “Come a ‘Ce l’hai’, ma con la palla”. Senza contare il fatto che, da spettatrice e cuoca per il terzo tempo quale dovevo essere, sono stata promossa, a mia insaputa ed all’improvviso, a direttore di gara. Così, da un minuto all’altro, ho iniziato subito a darmi da fare, perdendo, nell’ordine: tabellini, tabelloni, arbitri, classifiche, un paio di etti andando su e giù per le scale inseguendo persone varie (prontamente recuperati durante il terzo tempo) e la credibilità agli occhi dei più. Quindi, ecco, non sono in grado di descrivere le prodezze atletiche dei partecipanti. Ma posso dire che ci sono tanti bei ragazzi e tante belle ragazze, quindi perché non andate a provare una volta a giocare con le squadre della vostra città? Il touch rugby è davvero uno sport per tutti, uno sport di squadra dove ogni giocatore è fondamentale per gli altri, uno sport che unisce, assolutamente non violento, uno sport fisico, sicuramente, ma forse più da giocare con la testa. E poi, c’è il terzo tempo.

P.S.: comunque, la sirena Laura ce l’avemo solo noi.

Isabella

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