Bollettino da Jersey – Giorno 4

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Updated: luglio 14, 2016

Dagli Arbitri

Stefano Dalle Vedove Livello 3

Stefano Dalle Vedove Livello 3

Dopo 3 giorni di inusuale bel tempo, il meteo non promette bene. La sveglia è anticipata, alle 7 bisogna aver fatto colazione in modo da prendere il bus per i campi. La prima partita è prevista alle 8:30 ma prima ci sono gli upgrade e le assegnazioni delle finali delle varie divisioni.
Il nervosismo è abbastanza diffuso fra gli arbitri, l’assegnazione delle finali e la dichiarazione del ranking è attesa. Ad un certo punto mi accorgo che pure io, come altri, sto gironzolando senza meta avanti e indietro nella palestra.

Innanzitutto vengo informato che non devo correre nel primo turno del mattino: credo che avrei dovuto chiedere degli stuzzicadenti per tenere le palpebre aperte.

Eccoci agli upgrade: io ce l’ho fatta, livello 3 raggiunto. Come scritto ieri avevo avuto delle buone impressioni: sono contento. Obiettivo inatteso, qualche stretta di mano e sorriso stampato in faccia. Poi le assegnazioni delle triple delle finali: all’annuncio del mio nome sgrano gli occhi: questa si che è una notizia favolosa: mi è stata assegnata la finale della W27!
Sono sconvolto ma mi sento pronto. Per caricarmi mi viene assegnata una partita di “riscaldamento”, Scozia – Germania (MO). Credo che stasera potrò togliere le gambe e farle inviare direttamente in Italia, tanto non riuscirei ad utilizzarle.

Per Tommaso invece niente upgrade. Peccato, lui ci credeva veramente. Ha corso tanto e si è fatto valere. E’ bravo, giovane e ha tutto il tempo per fare esperienza così da raggiungere le soddisfazioni che merita. Prende pacche sulle spalle a destra e a manca, passa qualche ora così così ma poi lo vedo sorridente.

La mia finale, che risulta essere Inghilterra – Scozia, sembra essere l’unica sfortunata sotto la pioggia: pubblico in fuga e tanti palloni a terra. Peccato.

Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato al successo di questo evento. Credo di poterlo fare anche a nome di Tommaso che non leggerà la bozza di questo articolo. Io sto scrivendo in aereo in direzione Bergamo mentre lui dovrebbe essere in attesa della corriera a Parigi insieme a Giacomo con in consegna anche il mio trolley.
Ah sì, non vi avevo aggiornato sul mio ritorno! Alla fine mi sono sparato dal traghetto alla stazione dei treni in modo da non perdere la sfilza di coincidenze che mi permette di essere ora sull’aereo in direzione Bergamo. Per questo però ho chiesto ai due baldi giovani di recuperare il trolley imbarcato sul traghetto.

Ciao!

Steva

Mens Open

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La Mens Open a Jersey 2016

Oggi ultimo giorno di fatiche per la MO con solo un match in programma contro i tutti verdi Irlandesi!
Italia-Irlanda 8-11
I nostri avversari sono la “crazy gang” del torneo: hanno alternato ottime prestazioni contro Francia e Scozia a vittorie di misura contro Germania e Lussemburgo. Partita vera e combattuta meta su meta con i ficcanti attacchi che prevalgono sulle larghe difese. Il break però lo fa l’Irlanda ad inizio secondo tempo e si rivela decisivo: pur riversandoci nella loro metà campo non riusciamo a ricucire lo svantaggio.
Alla fine il conto della spedizione è un 6° posto frutto di 3 vittorie e 6 sconfitte.

Come da tradizione dopo la fine delle partite parte la caccia alla divisa da scambiare: si entra in ogni tenda pur di portare un ricordo concreto di questi pazzi 4 giorni! E dopo una cena “made in Italy” all’ostello ci rechiamo al party finale vestiti da supereroi … forse un presentimento di quello che siamo stati in questo Europeo? La cronaca finisce qui con il rientro alla spicciolata dei ragazzi e delle ragazze verso l’Italia consapevoli del fatto che forse un po’ supereroi lo siamo stati per davvero!

Con ringraziamenti e scuse a tutti quelli che ci hanno seguito, a chi non ci ha neanche pensato, a chi ha organizzato, a chi non ha lavorato, a chi ci ha sostenuto e a chi ci ha affossato. Ma soprattutto grazie ragazzi!!!


Womens Open

La Womens Open a Jersey 2016

La Womens Open a Jersey 2016

Ultima giornata; giornata di grandi emozioni.
Oggi giochiamo una sola partita; l’ultima del nostro torneo essendo ormai chiaro che non saremo tra le quattro squadre che si giocheranno le finali.
Opposte a noi le ragazze dell’Olanda autrici fino a questo punto di prestazioni alterne ma sostanzialmente al nostro livello.
Tra le nostre fila è tanta la voglia di fare bene; di riscattare la sconfitta contro la Germania che brucia ancora e di chiudere il torneo con una vittoria utile per la classifica ma soprattutto per il morale.
Dopo sette partite la stanchezza si fa sentire e Alessia, la nostra preziosa fisioterapista, lavora senza tregua per mettere le ragazze nelle condizioni migliori, poi fa lo straordinario supportando psicologicamente oltre che fisicamente Marica e Marie che dovranno stringere i denti scendendo in campo infortunate.
Suona la sirena e le nostre ragazze iniziano a spingere sull’acceleratore a caccia della meta che ci consentirebbe di portare l’inerzia del match dalla nostra parte. Le Olandesi reagiscono e lavorano sul terreno a loro più congeniale dell’atletismo. L’intensità si alza; le statuarie ragazzone in arancio corrono come cavalli mentre noi iniziamo a scomporci in difesa e a commettere errori figli della poca lucidità. Se solo riuscissimo ad approcciare ai venti metri d’attacco potremmo far valere la nostra maggiore inventiva e tecnica individuale, però fatichiamo ad arrivare fino a li e quando ci arriviamo siamo al quinto tocco e troppo stanche per orchestrare movimenti decisivi. Scorrono i minuti e l’inerzia non cambia; le nostre ragazze faticano ma continuano generosamente a dare il massimo anche se purtroppo questo non è sufficiente per cambiare l’esito dell’incontro. Incassiamo la sconfitta e anche oggi impariamo qualcosa di importante; per competere a questo livello dobbiamo allenarci di più. Il cuore ti fa vincere solo se lotti ad armi pari.
Applaudiamo le Olandesi, poi ci sediamo in cerchio sul tappeto verde di Jersey per il debriefing; l’ultimo di questo campionato europeo. Quello che ci diciamo rimane scritto su quel prato meraviglioso e nel cuore di ognuno di noi.
Per molte ragazze è stata la prima esperienza a questo livello; anche per me è stata la prima in nazionale da coach come per Riccardo da team manager. Per tutti è stata un’esperienza forte, molto forte. Emozioni che solo lo Sport con la esse maiuscola sa dare.
Torniamo alla tenda e inizia la festa con il tradizionale scambio delle magliette tra gli atleti. Le divise delle nostre ragazze vanno letteralmente a ruba; troppo belli il design italiano e le modelle che lo hanno esibito per l’intero torneo. Ora il variopinto mondo del touch si trasferisce in città per il party finale. Si ride e si scherza in ogni lingua conosciuta; si salutano vecchi e nuovi amici e noi italiani festeggiamo la promozione del nostro arbitro Steva al Livello tre.
La Guinness è strepitosa; coca cola per Paolina.
Arrivederci amici, a presto,
Diego – Italia Womens Open Coach

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