Road to Rovigo quattro chiacchiere con… Yarno Celeghin

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Updated: marzo 10, 2015
yarno celeghin

Yarno Celeghin

 

Ciao Yarno presentati al popolo del Touch

Ciao a tutti, mi presento sono Yarno Celeghin fisioterapista ed imprenditore. Fisioterapista dal 2002 prima come libero professionista, successivamente insieme ad altri soci ho sviluppato l’idea di Equipe azienda che gestisce due poliambulatori riabilitativi, il primo a Rovigo e il secondo a Solesino in provincia di Padova. Da sempre, con il mio lavoro, affianco il mondo dello sport. Sono responsabile fisioterapista della Rugby Rovigo Delta dal 2001/2002. Dal 2004 ho cominciato la collaborazione con F.I.R. (Federazione Italiana Rugby), da prima con le formazioni juniores e poi per otto stagioni col la nazionale maggiore avendo il privilegio e la fortuna di partecipare a 8 tornei del Sei Nazioni, due coppe del Mondo e tutt’ora mi occupo della Under 20 e della Nazionale Emergenti. Da due anni sono responsabile anche dei fisioterapisti della Beng Rovigo Volley che milita nel campionato di pallavolo femminile di A2. Da circa due anni da una idea nata per raccogliere materiale, soprattutto di tipo fotografico, nasce Rugbygram, se già non lo conoscete vi invito a prenderne visione per gustarvi  le foto che raccontano di rugby, di qualunque rugby, dentro e fuori dal campo. Sono sposato ed ho una bambina di 6 anni.

Rovigo è?

Rovigo, oltre che essere la mia città è un posto tranquillo dove per nostra fortuna si vive di rugby.

Ci illustri in breve il lavoro che fate all’Equipe e che tipo di atleti trattate?

Nei 2 centri di Equipe ci occupiamo di tutto quello che è fisioterapia e riabilitazione e una parte del lavoro è dedicata e promuove l’ambito sportivo. All’Equipe curiamo oltre agli atleti del rugby della pallavo citati in precedenza,e tutta una serie di atleti che militano in serie minori di tutti gli sport, calcio, baseball, hockey, podisti, ciclisti, atletica leggera e non ci mancano gli atleti del Touch,tra i quali la nostra responsabile amministrativa Simona che milita ovviamente nella squadra rodigina dei Bandiga.

Ahhh allora andate bene anche per noi del Touch? Che tipo di muscolatura viene maggiormente interessata?

Beh si, il Touch è uno sport decisamente provante per il fisico, questo per il fatto che si basa sulla corsa ed una corsa non lenta e continua ma ricca di accelerazioni, di scatti, di frenate brusche, di movimenti laterali, un po’ quello che succede normalmente nel rugby. Suddividendo il corpo in parte alta e parte bassa ovviamente la seconda, gli arti inferiori, sono quelli che muscolarmente sono più impegnati, anche sul piano del sovraccarico tendineo. Nella parte alta rispetto al rugby non c’è il contatto fisico ma solo la gestualità della palla che è decisamente meno provante.

Come allenarla?

Tutta questa muscolatura  e richiesta di attività va allenata nel migliore dei modi non essendo più solo il passatempo di fine stagione, o buttandosi in campo senza preparazione, ma è uno sport a tutti gli effetti, quindi va allenata la resistenza la velocità per ovvi motivi la forza. Diventando una cosa impegnativa quindi, una squadra di Touch, per ambire a giocare ad un certo livello deve senza dubbio essere preparata nel migliore dei modi, difficile andare più nello specifico perché ogni squadra va verificata nei singoli atleti di appartenenza.

Come deve essere secondo te la gestione dei tornei?

La gestione dei tornei non è semplicissima, in primis perché si giocano molte partite che possono essere ravvicinate o dopo qualche ora, è quindi fondamentale  la fase del riscaldamento stimolando nello stesso, i movimenti che poi andranno effettuati nelle fasi di gioco. Deve essere realmente molto accurato e associato anche alla fase passiva, quella legata allo stretching. Salvo non ci sia continuità, ovvero non si giochi una partita a pochi minuti da un’alta, lo stretching va ripetuto prima e dopo ogni gara. La gestione di una squadra che deve effettuare 3 partite nell’arco di 5/6 ore è molto importante e va razionalizzata e pensata dal punto di vista del recupero. Partendo dalle cose basilari quindi l’idratazione e lo stretching, va tenuta in considerazione la situazione meteorologica, in presenza ad esempio di un caldo eccessivo con una grande vaso-dilatazione si possono introdurre e sono indicati i famosi bagni d’acqua fredda o ghiacciata per fare in modo che le gambe siano vaso-costrette in maniera importante non dando il tempo alle tossine di depositarsi a livello muscolare, è anche un ottimo rimedio per fare prevenzione a livello tendineo specialmente se i terreni sono duri.

Quindi come gestire al meglio un torneo dal punto di vista fisico/medico?

Avere a disposizione ad un torneo un buon medico e un buon fisioterapista credo sia fondamentale soprattutto per la prevenzione applicando ai vari atleti in base alle esigenze personali fasciature e bendaggio per evitare infortuni. Gestendo la fatica nella migliore maniera porterà a ridurre la possibilità di infortuni al minimo. Lo stesso fisioterapista è in grado di gestire anche la parte di defaticamento essenziale partendo dal presupposto che non tutti gli atleti hanno la piena coscienza di cosa vuol dire andare in sovraccarico.

Quali possono essere gli infortuni muscolari più comuni e quali i metodi migliori per evitarli?

Non ho statistiche alla mano ma la piccola esperienza fatta qui in Equipe mi porta a dire che l’infortunio muscolare dal primo al terzo grado sono i più frequenti e al secondo posto le distorsioni alle caviglie e alle ginocchia. Non esiste la magia per evitare gli infortuni, ce l’avessi avrei una coda di persone da Rovigo a piazza San Marco, ma ci sono ottime regole da seguire soprattutto nella preparazione, non lasciando nulla al caso, prevedendo un buon riscaldamento, un buon stretching, un buon defaticamento e non è da sottovalutare nemmeno il fattore abbigliamento adeguato rispetto al meteo, bisogna evitare assolutamente di disidratare il corpo per non mandarlo in difficoltà. Partendo da questo ultimo ragionamento ne risultano fattori fondamentali anche l’idratazione e l’alimentazione per evitare di infortunarsi. Detto questo e avendo fatto il meglio per il proprio fisico non ci si può esimere dal fattore “S” (come sfiga) sempre in agguato. Posso consigliare per combatterlo cornetti acqua santa e tutti i gadget porta fortuna che non fanno di certo male.

Come gestite gli infortuni nel vostro centro?

La filosofia dell’Equipe nella gestione degli infortuni è quella di cercare di aiutare il fisico, il corpo e quindi l’atleta a guarire bene nel più breve tempo possibile. Questo è gestito nella fase acuta e post acuta dell’infortunio, poi nel mio modo di vedere, condiviso un po’ da tutti qui all’Equipe, c’è il discorso legato alla prevenzione dando suggerimenti per non incappare di nuovo nello stesso infortunio. Vi voglio portare un esempio, se noto una muscolatura molto rigida consiglierò e disegnerò per l’atleta un programma personalizzato per migliorare la sua capacità muscolare, lo si fa con valutazioni cliniche, con l’osteopatia, con la valutazione posturale che è una caratteristica molto importante di valutazione qui all’Equipe nel nostro modo di operare. Il bello di lavorare in Equipe è l’interazione fra loro di più professionisti specializzati che discutono i vari casi, con  la maggior facilità di trovare soluzioni adeguate efficaci e veloci per ogni tipo di problema.

Ti ringrazio molto per questa chiacchierata che sarà di grande aiuto al popolo de Touch, e non mi resta che invitarti alle finali del campionato italiano l’11 luglio allo stadio Battaglini.

A questo punto vi saluto e vi do l’arrivederci all’11 Luglio con le fasi finali nella splendida cornice dello stadio Battaglini, io ed Equipe ci saremo perché come sono solito dire il rugby e di slancio anche il Touch sono sport “d’equipe” detto alla francese, grazie e ciao.

Chi volesse ulteriori informazioni può visitare:

  • Il sito di Equipewww.equipe.ro.it
  • Le Riflessioni Terapeutiche di Yarno Celeghin www.socialfisio.com
  • Rugbygram  il sito fotografico fondato da Yarno Celeghin – www.rugbygram.com

 

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