God save Italy over 40

By
Updated: Luglio 25, 2010

Giornata lunga ed a suo modo storica questa. A mia memoria, nessuna rappresentativa italiana di palla ovale, dal minirugby alla nazionale maggiore, compreso rugby league e rugby a 7 aveva mai messo sotto gli inglesi. A noi è riuscito, nettamente e con merito. Merito di un primo tempo praticamente perfetto e giocato col coltello tra i denti che ci ha portato fino al 4-0. Non è bastato tutto il fair play dei complimenti finali a cancellare dai loro occhi l’orgoglio ferito.

Poi arriva il Galles. In base alla complicata alchimia dei gironi, se battiamo il Galles voliamo diretti in semifinale saltando il gironcino. E noi vogliamo battere il Galles. Partiamo forte, arriviamo sul 4-2, poi sua maesta il Galles (perdonatemi questo lato lirico che mi fa ammirare quelli brutti sporchi e cattivi, gente da miniera, mica quei fighetti da college inglesi) mette il turbo e tanta testa e sagacia tattica. Alla fine ci rimane solo la soddisfazione di avergli messo paura.

OK, si va al gironcino. L’ultima, la Francia, gioca prima conro gli inglesi, e perde, poi affronta noi a onor del vero stremata. Partita sicuramente tesa, ma ben giocata e portata a casa senza suspance. Adieu.

Siamo in semifinale, domattina la partita con l’Inghilterra è quasi una formalità (salvo che per la sveglia; si gioca alle 08.00); chi vince trova l’Irlanda, chi perde trova il Galles.

Permettetemi di dissentire dal titolista; parlare di miracolo è del tutto fuori luogo. Non è stata certo un po’ d’acqua santa a farci vincere, ma un cocktail di sudore, forza di volontà, coscienza dei propri mezzi. Siamo lì, siamo forti e mettiamo paura a tutti.

I ragazzi della open mixed oggi hanno fatto vedere belle cose, senza qualche distrazione di troppo i match di oggi erano sicuramente alla loro portata. Si sono trovati per la prima volta a competere ad un livello molto, ma molto più elevato rispetto a quello cui erano abituati. Il primo impatto è stato duro, poi hanno reagito, non si sono mai arresi ed hanno sicuramente grossi margini di crescita. Alcune individualità sono notevoli, c’è qualche assenza eccellente per cause di forza maggiore (studio e lavoro) e insomma, le basi per migliorare ci sono tutte.

Ed ora a nanna, che non è ancora finita.

Accompagnare la lettura con il tradizionale Bretone “Le Grand Coureur (ASCOLTA) ” (parla di battere gli inglesi), brindare con Champagne Billecart Salmon Cuvee Nicolas (poco che domani si gioca).

Approfondimenti

One Comment

  1. Massimiliano Natale

    25 Luglio 2010 at 14:23

    Grandi ragazzi, i titolisti (che hanno lavorato in team) accettano e correggono.
    Però Danilo non bacchettarci così :-): noi siamo stati stretti a voi e abbiamo cercato di dare ai lettori l’impressione -in tempo reale- del senso dell’impresa e quello che volevamo dire e che avete fatto appunto una grande impresa…
    Grazie ancora ragazzi!

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *