Angolo Tecnico – La chiamata del Tocco / Tocco fantasma / Phantom touch / Claimed touch

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Updated: Luglio 1, 2010
Touch o Phantom Touch?

Touch o Phantom Touch?

Il gioco del Touch si basa su un solo principio di base: l’onestà sportiva.
Si può infatti stare per ore a disquisire sul metodo di valutazione di un fuorigioco, di un passaggio in avanti, con o senza l’ausilio di un arbitro di linea… ma la verità è che non ci può essere TouchRugby senza l’onestà sportiva.
Su questo punto fermo si basa anche la chiamata del difensore che tocca l’attaccante ed, una volta realizzato il tocco, lo dichiara ad alta voce.
TOUCH! TOCCO!

In varie occasioni però capita che questa chiamata infastidisca l’attaccante che pensa, a torto o a ragione, di essersi già liberato del pallone, o addirittura, ha il dubbio che il tocco non ci sia stato.

Problema 1
L’attaccante non crede di essere stato toccato.
Se l’arbitro è in buona posizione sarà sempre in grado di giudicare se il tocco è avvenuto e quando. Se il tocco è avvenuto concederà il tocco, se il tocco non c’è stato ed è stato comunque chiamato, solo nel caso in cui l’arbitro sia realmente sicuro che la chiamata sia falsa, allora potrà espellere il giocatore che ha dichiarato il tocco inesistente (phantom o claimed touch).
Se l’arbitro non è in grado di osservare l’avvenuto tocco lo concederà in base al fatto che la chiamata del difensore è sempre buona (quando la visuale dell’arbitro è intralciata da altri).
NB Arbitri: La visuale non deve essere intralciata se ci si muove correttamente!

Problema 2
Il tocco c’è sicuramente stato, ma l’attaccante ritiene che sia stato chiamato tardi rispetto al proprio rilascio del pallone o rispetto ad una segnatura a meta.
Giocatori: non importa se ritenete che la chiamata sia in ritardo rispetto agli sviluppi del gioco, colui che effettua il tocco è un bene che abbia l’abitudine a dichiararlo, sempre, l’eventuale ritardo non è sanzionabile se ragionevole, perchè l’unico pensiero del difensore è di poter toccare colui che è in possesso del pallone per fermarlo. Chiaramente le situazioni sono varie. Se il difensore è in tuffo è chiaro che non potrà preoccuparsi di guardare le mani dell’attaccante, mentre se il tocco avviene frontalmente è più semplice per il difensore capire se sta arrivando a tempo o meno. Ad ogni modo è l’arbitro a dover essere in buona posizione per valutare la possibilità di tocco in tempo o meno.
Altro caso che capita è che ci si trovi in 4, due attaccanti e due difensori, molto vicini nello stesso istante, anche in tal caso non può il difensore preoccuparsi di chi in quel momento sta facendo cosa se non di toccare colui che in possesso del pallone sta provando un movimento o un attacco.

NB Arbitri: in questi casi non esiste la possibilità di sanzionare un tocco in ritardo, quanto invece c’è la possibilità se il tipo di chiamata è evidente e sistematica di sanzionare un comportamento antisportivo.
Tuttavia, e parlo del caso italiano, non mi è mai capitato di vedere questo tipo di fallo professionale in una partita italiana.

Approfondimenti

2 Comments

  1. danilo

    2 Luglio 2010 at 11:40

    A proposito di onestà, domanda: in quali casi dubbi l’arbitro può o devo chiedere conferma al giocatore?
    Es.: il difensore chiama il touch, l’arbitro non è sicuro e chiede conferma all’attaccante.

  2. Fabrizio

    2 Luglio 2010 at 13:38

    L’arbitro non chiede conferma all’attaccante, o ha visto o si fida della chiamata.

    L’amissione dell’attaccante o meno è superflua, se c’è bene per tutti, se non c’è non implica nulla. L’arbitro al massimo chiede conferma della chiamata al difensore, può chiedere perchè magari è sicuro della falsa chiamata e vuole vedere se il difensore conferma o ammette l’errore, o può chiedere perchè effettivamente vuole conferma della chiamata di un tocco da lui non visto.

    Se fosse per via del primo caso, il difensore, anche redento, andrebbe per lo meno allontanato a tempo dal campo.

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